Pace fiscale e rottamazione delle cartelle Il Sole 24Ore 1.10.2018 p. 2

 Per rientrare nella cosiddetta “pace fiscale” sarà necessario valutare l’ammontare delle somme
contestate dal Fisco; lo stato dell’eventuale contenzioso; l’eventuale presenza di debiti Iva; il raccordo
con le rottamazioni delle cartelle già in corso.
 Più in particolare, l’importo massimo delle cartelle e delle liti che potranno essere chiuse con la “pace
fiscale” potrebbe attestarsi a 500.000 euro. Attualmente, il 96% dei contribuenti con cartelle non ancora
pagate ha, comunque, debiti per importi inferiori a 100.000 euro.
 Per le liti pendenti, occorre prendere in considerazione lo stato del processo. Secondo le prime ipotesi
la pace fiscale potrebbe includere i giudizi di primo e secondo grado ma non le cause pendenti in
Cassazione.
 Per chi ha già aderito alla precedente rottamazione, sarà necessario essere in regola con i versamenti
alla data del 1.10.2018 per poter valutare se accedere al piano di rateazione ancora più favorevole che
si è ipotizzato di introdurre insieme alla pace fiscale.
 Per quanto concerne l’iva, occorre considerare che, trattandosi di un tributo regolato a livello
comunitario, la sanatoria dell’imposta è ipotizzabile solo in presenza di liti.

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